Monsignor Viganò: il piano dei globalisti

Il piano dei globalisti: AGENDA 2030

La proprietà privata nel piano dei globalisti promossa da KLAUS SCHWAB ROTHSCHILD dovrà essere abolita e sostituita da un reddito universale che consenta di affittare una casa, di sopravvivere, di acquistare quello che l’elite ha deciso di venderci, forse anche l’aria che respiriamo e la luce del sole. Non è un incubo distopico, è esattamente quello che si apprestano a fare e che è descritto in questi loro documenti. E non è un caso se proprio in queste settimane sentiamo parlare di revisione degli estimi catastali, e di incentivi per la ristrutturazione degli immobili, prima ci fanno indebitare con il miraggio di restaurare la nostra casa, poi le banche ce la pignorano e ce l’affittano, lo stesso avviene per il lavoro, oggi ti dicono che possiamo lavorare se abbiamo il green pass, un aberrazione giuridica che usa la psico-pandemia per controllarci, tracciare ogni nostro movimento, decidere se dove e quando possiamo entrare e uscire, in quell’agenda del 2030 vi è anche la moneta elettronica ovviamente, con l’obbligo di comprare e vendere con una carta collegata al pass e al credito sociale, perchè l’emergenza sanitaria ed ecologica, oggi imminente, legittimano di fatto chi ha il potere a creare un sistema di valutazione del nostro comportamento, come già in vigore in Cina e in Australia, ognuno di noi avrà un certo punteggio e se non si vaccinerà, se mangerà troppo carne, se non userà vetture elettriche, si ritroverà questi punti decurtati e non potrà fruire di determinati servizi, usare l’aereo o i treni ad alta velocità, o dovrà pagare le proprie cure, o rassegnarsi a mangiare scarafaggi e lombrichi per riacquistare il punteggio che gli consenta di vivere.

Ripeto, non si tratta di un ipotesi di qualche complottista, ma fatti che stanno già avvenendo, mentre i media di regime magnificano l’utilità di un chip sottocutaneo che semplifichi tutto, unendo il green pass, la carta d’identità, la carta di credito, le cartelle esattoriali. Ma se oggi è possibile impedirci di lavorare solo perchè non sottostiamo ad una norma illegittima, discriminatoria e vessatoria, cosa pensate che impedisca a questi tiranni di decidere che un domani non possiamo accedere ai ristoranti o al posto di lavoro se abbiamo partecipato ad una manifestazione non autorizzata o se abbiamo scritto un post su un social a favore delle cure domiciliari, contro la dittatura, o in favore di quanti protestano per la violazione dei propri diritti. Cosa impedirà di premere un bottone e di impedirci di usare il nostro denaro solo perchè non siete iscritti a tal partito o perchè non abbiamo reso culto alla madre terra, nuovo idolo green, venerato anche da Bergoglio.

Vogliono privarci degli stessi mezzi di sussistenza, costringendoci ad essere ciò che non vogliamo essere, a vivere come non vogliamo vivere, a credere in ciò che riteniamo una blasfema eresia. Il green pass è solo un ulteriore passo verso quella porta dell’Inferno esposta oggi al quirinale come sfrontato oltraggio di chi crede di essere inamovibile e di godere di protezioni potenti. Noi non abbiamo i miliardi di Soros e Bill Gates, non possediamo fondazioni “filantropiche” e non corrompiamo i politici per farceli alleati, non abbiamo televisioni o social per condividere le nostre idee, non siamo organizzati come i fautori del great reset e non abbiamo ipotizzato scenari pandemici o economici, non abbiamo un papa che difenda chi non vuole farsi inoculare un siero genico sperimentale, nè Vescovi che alzino la voce per condannare l’uso dei feti abortiti per produrre questi così detti vaccini, al contrario, i pastori ci cacciano dalle Chiese se non abbiamo il green pass, tolgono la parrocchia al sacerdote che non si piega al delirio pandemico e in Vaticano si licenziano i dipendenti della Santa Sede e le Guardie Svizzere che non si fanno marchiare rifiutando i dictat di una gerarchia cortigiana del Nuovo Ordine Mondiale. Esprimo qui, tutta la mia solidarietà ai sacerdoti proscritti dai loro Vescovi e alle ex Guardie Svizzere….

Monsignor Carlo Maria Viganò

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