Il popolo delle ombre

I dissidi creano una sorta di terrorismo mediatico. Non si può gestire una crisi comunale se non si riesce a gestirne una familiare. Ogni sfaldamento interno bisognerebbe analizzarlo con cura, dettagliarne gli eventuali processi politici mutati a seguito di incomprensioni ed, infine, tenerne conto per mostrarsi agli elettori come nuovi nello spirito.

La mia idea di ragion di stato non deve avere come fondamento la denigrazione altrui. E’ assurdo. E’ fuori da ogni concetto di politica esistenziale perfetta. Se là sotto c’è l’inferno, il mio spirito assoluto non dev’essere suscettibile all’invero sistema della prassi della nefandezza. Se si vuol guidare un’amministrazione bisogna innanzi tutto acquisire una molteplicità di conoscenze che vanno al di là degli interessi personali. Ma per far questo è necessario un percorso logico e desiderativo, che introduce ad una trattazione razionalistica del pensiero oggettivo.

Nota dell’autore: Conosco la politica perché la tratto da sempre. Connaturo la mia esistenza alla superiorità di fenomeni liberali e, nell’impossibilità di cambiare le menti altrui, rintraccio nella retorica del dovere, una contesa interiore che non ha senso. So di valere perché so che devo ancora imparare tanto.

Francesco Mappa Neuroscienziato, Criminologo, Pedagogista Giuridico esperto in Mediazione Penale Minorile, Familiare e Sociale

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